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      • >>Neapolis Est #001
        Last View: 9 minutes ago
        Ho sempre percepito il centro direzionale come un'astrazione, sia architettonica che urbanistica o sociale. E niente è più astratto di una linea (nel cielo) e di un punto di vista obbligato. Questo è un luogo dove la dimensione umana si può solo intuire. NB: non sono fotomontaggi!!! I've always seen the "Centro Direzionale" complex as an architectural, urban and social abstraction. And nothing is more abstract than a line (in the sky) and a forced point of view. In this place the human dimension is something you can only guess of. NB: these aren't photomontages!!!
      • >>zhong guo
        Last View: 40 minutes ago
        Una luce bianca avvolge lo spazio con le sue architetture, i suoi volumi nascondendo lo sconveniente, l’inestetico e il rifiuto riportando in vista elementi più vicini alla natura. L’atmosfera artefatta, trascina in uno spazio onirico nel quale elementi visivi e sonori realmente presenti in Napoli est, si ricombinano per una nuova possibilità del sensibile. Nel video sono inoltre presenti rimandi alla Cina essendo il commercio asiatico fortemente presente nella zona di Gianturco. Monumentali magazzini impongono al passante la visione del mercato globalizzato mentre cimeli di ciminiere lo riportano ad un tempo lontano quando Napoli est iniziò a essere un importante centro di pronduzione. Oggi l’est napoletano sembra invece essere la terra che ha accolto il sud-est asiatico.
      • >>>>SLANCIO NELL’ INFINITOLuigi Andrea Balzano
        Last View: 1 hour ago
        Progettare idee per ….. azionare, trasformare, mutare comportamenti Progettare spazi urbani di “possibilità” ….idee, progetti e provocazioni per ridisegnare i contorni urbani della città. Opere di arredamento urbano e design creativo per esterni, per immaginare nuovi orizzonti artistici che colorino le vie e le piazze di Napoli. È un pontile sospeso sul mare, costituito da una struttura metallica leggera tralicciata rivestita di alluminio, sospesa a una “vela” (a mezzo di cavi di acciaio), anch’ essa costituita da una struttura metallica dello stesso tipo. La “vela” è ancorata direttamente sugli scogli, che ne nascondono la parte inferiore costituente il basamento.
      • >>GREETINGS>>Moio_Sivelli_DeManes
        Last View: 5 hours ago
        Il lavoro si focalizza sulla presenza “silenziosa” della comunità cinese ad est di Napoli. Alcune zone nelle immediate vicinanze della stazione centrale vivono una sorta di “colonizzazione” da parte della comunità che tende a creare delle vere e proprie chinatown riconoscibili e autonome come in altre realtà europee. Ad est troviamo però soprattutto insediamenti produttivi e commerciali. Da Gianturco a Ponticelli numerose sono le attività, dal grande market alle piccole botteghe segnalate da insegne esclusivamente a ideogrammi e da lanterne rosse, chiaramente rivolte alla stessa comunità. Una presenza molto forte che allo stesso tempo si rende invisibile nella sua quotidianità anteponendo ad essa un certo tipo di “comunicazione commerciale”. La nostra riflessione si articola su una possibile maggiore integrazione partendo da alcune analogie e da profonde differenze. Ad Est si sviluppa in maniera strutturata l’attività commerciale di una grande comunità dell’Est… Ad Est si progetta la crescita (?) e la trasformazione di un territorio partendo da presupposti di una grande potenzialità che, tradita da una cattiva politica, deve oggi fare i conti con l’emergenza ambientale e sociale.
      • >>NapoliEst vista da Est di Napoli
        Last View: 5 hours ago
        occasione:lavoro nell\\\\\\\'area orientale di Napoli.immagini ricorrenti:altezze sovraumane grandi distanzevuoti immensipiranesi
      • >>Plastic Bird
        Last View: 6 hours ago
        ...come se "gli uomini se ne fossero andati, per lasciare il campo libero alle cose". Celati "...Nella quotidianità ci si occupa ininterrottamente del qualcosa, si ha costantemente a che fare con il qualcosa, ma sempre all’interno di una sorta di indifferente cecità nei confronti del suo splendore, non avendo mai tempo per l’unicità di questo risplendere e per il risplendere di questa unicità. L’esperienza dello stupore rappresenta di conseguenza una rottura della quotidianità, senza per questo essere una fuga dalla realtà; qui non vi è alcuna estasi o rapimento, ma anzi l’istituirsi di un rapporto più interno e intimo con il qualcosa che ora appare nell’evidenza e nell’intimità del suo-essere proprio-quel-qualcosa...". S. Petrosino
      • >>work in progress
        Last View: 8 hours ago
        Fotografie, immagini di grande formato. in sequenza. Da incollare sui muri delle zona E 07 A1 di Napoli Est. Est. Punto di vista differente. Progetto da studiare, ambiente da esplorare, idea da rivalutare. Entrare nella zona est di Napoli vuol dire entrare in una realtà apparentemente chiusa agli itinerari turistici, luoghi privi della bellezza standardizzata, ma allo stesso tempo ricchi di spunti creativi. Vite che nella maggior parte dei casi corrispondono e assomigliano alle nostre. Luoghi in cui spesso non siamo entrati, perché non avevamo motivi per farlo o più semplicemente perché non ci rassicuravano, luoghi in cui mentalità e abitudine avevano reso impossibile l’accesso. Lavori in corso è il titolo del progetto. Spazi limitati e chiusi allo sguardo disattento, da sbirciare attraverso i fori, da immaginare solo se obbligati. Ma all’interno i lavori continuano. All’interno di queste barriere rosse si possono costruire le fondamenta del cambiamento. Movimento, riqualificazione, speranza.
      • >>merci
        Last View: 9 hours ago
        distorsioni visive pubbliche in beat nu noise
      • >>VESUVIAN RHAPSODY
        Last View: 9 hours ago
        Le artiste Isabella e Tiziana Pers hanno realizzato sabato scorso la performance VESUVIAN RHAPSODY nella periferia est di Napoli nell’ambito del progetto N.EST della Project Room del Museo MADRE, a cura di Gigiotto Del Vecchio e Stefania Palumbo. N.EST è un’Opera-progetto sulle trasformazioni urbane attraverso l'arte, la creatività ed i nuovi media. 
 La performance VESUVIAN RHAPSODY ruota attorno al concetto dell’apparenza, che si delinea essere la superficie e quindi il limite delle cose. Codificare l’immagine di un paesaggio significa dargli una collocazione mentale, così come offrire un’assenza del chiaramente riconoscibile induce a contemplarne la presenza. La realtà, trasfigurata dall’illeggibile, da’ un limite alla lettura dell’immagine senza il quale non la si potrebbe vedere chiaramente. Su queste riflessioni nasce VESUVIAN RHAPSODY: un intervento site-specific in cui l’est dell’Europa viene sovrapposto all’est di Napoli mediante una festa e un concerto balcanici di venti minuti che hanno avuto luogo nella zona periferica di Gianturco. La performance ha preso vita sulle note musicali degli Slivovitz durante la pausa lungo il tragitto del City Sightseeing che, per iniziativa di N.EST (www.napoliest.it), percorre ogni sabato (con partenza dal museo MADRE alle 11.30) le vie di Napoli est. Tra containers e costruzioni industriali in disuso musicisti e pubblico sono diventati parte attiva di una scenografia surreale in cui, lavorando su più livelli mentali, la periferia si trasforma e offre una nuova chiave di lettura di sé, un est diventa altro est, e i connotati e le identità si confondono e si sovrappongo.
      • >>estNAPOLInord
        Last View: 9 hours ago
        Appunti visivi di un visionario di periferia
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